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sabato 25 ottobre 2008

Glaciospeleologia - Aletsch 2008

Purtroppo devo confessarlo immediatamente... io non ho partecipato a questa avventura alpina del GSS, organizzata nei giorni scorsi da Roberto, Uliano e Chicco.
Una cosa però mi è parsa chiara ed evidente appena ho visto le immagini del reportage fotografico: prima o poi ci andrò.
Le foto eccezionali che hanno scattato durante la loro "vacanza" parlano da sole più di mille parole, perciò lascio a loro il compito di descrivere l'ambiente incontaminato del ghiacciaio Aletschgletscher.
SOPRA IL GHIACCIAIO

DENTRO IL GHIACCIAIO

SOTTO IL GHIACCIAIO
Mozzafiato, non è vero?
Foto di Francesco Mancini e Roberto Zenobi

sabato 18 ottobre 2008

L'arco naturale di Fondarca - Monte Nerone

Tra le tante (e poco conosciute) bellezze naturali delle Marche va sicuramente ricordato l'arco naturale in roccia di Fondarca, sul Monte Nerone.
Questa originale e rara "architettura" è in realtà il risultato dell'antichissimo crollo della volta di una grande grotta, della quale attualmente rimangono solo le pareti e l'ampia volta dell'ingresso. Per arrivare non bisogna nemmeno faticare molto: da Cagli si prosegue per Pianello, superato il quale ci si dirige a Pieia per una stradina tortuosa e molto stretta (anche perchè ad un certo punto è mezza franata!). Arrivati al paesino si parcheggia e si imbocca il sentiero che comincia sopra i lavatoi pubblici e supera il campo di bocce. Dopo 10 minuti di cammino ci si trova ai piedi dell'imponente portale di roccia e ci si aprono davanti le lisce pareti ad anfiteatro, vero regno degli speleologi.
Qui infatti viene attrezzata una delle più belle palestre speleologiche della regione, con numerosissime "vie" alte fino a 50 m!
Anche oggi la truppa del GSS è venuta a fare un pò di allenamento e di ripasso delle tecniche d'armo: alle corde ci siamo io, Maurizio, Valentina, Marusca e Barbara, con Samuele e Francesca come ospiti.
Il clou della giornata è quando io e Valentina armiamo le due vie alte 50 m: qui come in nessuna grotta si percepisce perfettamente l'altezza, perciò facciamo ogni operazione con MOLTA attenzione...
Arrivando a piedi nella parte più alta del complesso calcareo, dopo un primo corrimano ed un primo frazionamento ci ritroviamo immediatamente sopra le vie, con una partenza "a tetto" da brivido.
Sia io che Valentina controlliamo bene il fissaggio delle placchette, la chiusura dei moschettoni e la correttezza dei nodi a coniglio... anche perchè di lì a pochi istanti saremo appesi proprio alle corde che stiamo fissando.
Alla fine delle operazioni tutto fila liscio e ci caliamo nel vuoto, questo è un assaggio di quello che si prova.


Insomma, sia che siate speleologi, escursionisti o passeggiatori della domenica, non potete farvi mancare una visita in questo ambiente molto particolare.

venerdì 10 ottobre 2008

Video "Dark ambient @ Grotta del Fiume"

Finalmente ho messo su Youtube il video "Dark ambient @ Grotta del Fiume", un bellissimo e suggestivo montaggio che abbina i paesaggi mozzafiato della Grotta del Fiume di Frasassi/Genga con un tema musicale che crea molta atmosfera... scusate la modestia ma a me gusta un bel pò!
Che ne dite?

domenica 5 ottobre 2008

"Armageddon" a Voragine Boccanera...

...ovvero prove e tecniche d'armo in grotta!
Certo il nome della "missione" è un pò esagerato, comunque lo scopo dell'uscita di questa domenica è ugualmente importante: con Cristian abbiamo pensato di allenarci in una cavità che non conosciamo ed ovviamente non attrezzata. La Voragine Boccanera si apre nel versante orientale del Monte Cucco ed è caratterizzata essenzialmente da un traverso e da due pozzi importanti (Beat e Miliani).
Si uniscono a noi nell'esplorazione di questa "novità" anche Luca, Mattia e Simona (quest'ultimi ancora non sanno di essere stati eletti "Disarmageddon"...).
L'avvicinamento non è troppo impegnativo: si parcheggia a Pian delle Macinare e si prosegue a piedi lungo il Sentiero 1 (quello che porta a Val di Ranco, altra località dalla quale si può accedere all'imbocco). Dopo un tratto piuttosto pianeggiante e superato il Passo del Lupo, si comincia a scende lungo il versante. Quasi al termine della discesa più ripida parte a sinistra il Sentiero 16 (sono ben segnate le indicazioni per la minuscola ferrata di Boccanera) che in pochi minuti porta all'ingresso basso della cavità.
Arriviamo qui già accaldati, anche perchè abbiamo con noi abbastanza materiale (in realtà per visitare tutta la grotta basterebbero una corda da 60 m ed una da 90 m, oltre che una quindicina di moschettoni ed una fettuccia, ma noi abbiamo più roba).
Comincio io ad armare il traverso (corda da 60) che aggira il grande scivolo sovrastante il Pozzo Miliani e che porta ad un passaggio non molto visibile esattamente nella parte opposta dell'ingresso.
In questo punto è importante fare attenzione a non scaricare ciottoli sui compagni eventualmente a valle, ma soprattutto fare molto rumore per avvertire gli escursionisti che a volte raggiungono l'ampio atrio della Callara (ingresso alto del sistema): è fin troppo facile, infatti, che da qui si stacchino grossi blocchi, o anche che qualcuno butti qualche masso per "sentire" quanto è profondo l'abisso, con conseguenze terribili per i malcapitati speleoologi.
Ritornando al mio traverso, ho fatto la mia figura da idiota non vedendo il piccolo buco che immette nel pozzo Beat e quindi sendendo troppo in basso... vabbè, capita!
Dopo questa strettoia è il turno di Cristian con la corda da 90 m con la quale armare il pozzo Beat (5 spit ed 1 armo naturale).
Il bello della grotta, si fa per dire, comincia adesso perchè giunti in un vasto ambiente la prosecuzione + in uno stretto passaggio sotto frana. Già in discesa non è facile avanzare... almeno la gravità dà una mano per superare un bel tratto angusto che termina su uno scivolo di pochi metri, già armato.
Siamo ormai negli ambienti terminali e dopo un pò di cammino su vie molto fangose e scivolose raggiungiamo Sala del Canto, caratterizzata da scorrimento d'acqua che proviene da una imponente marmitta scavata nel calcare.
La via del ritorno, come prevedibile, si rivela molto faticosa non tanto per il fango scivoloso che costringe a salire gli scivoli tirando fuori gli artigli per aggrapparsi, quanto per la difficoltà nel far avanzare gli zaini lungo i tortuosi budelli... alla fine e senza troppi lamenti, comunque, torniamo nell'ambiente ben più ampio del Pozzo Beat. Qui in risalita tocca a Mattia sperimentare il divertimento di disarmare un pozzo...
Ritornati alla fine del traverso iniziale, ancora illuminati dalla luce del sole che passa attraverso le due aperture degli ingressi, decidiamo ovviamente di scendere anche nell'altro fondo, a circa -80 m di quota.
Stavolta tocca a me il ruolo di "armatore" e dopo aver perso un pò di tempo per trovare gli ancoraggi migliori e più recenti (4 spit per i frazionamenti) mi calo nel vuoto in un maestoso ambiente circolare di 12 m di diametro.
La particolarità di questo fondo è che la luce diurna riesce comunque a filtrare fino al pavimento, costituito da una grossa frana che nasconde e impedisce la scoperta di ambienti probabilmente enormi.
Ormai la spedizione sta per concludersi, resta giusto la fatica di disarmare che stavolta tocca a Simona.

La giornata è stata lunga (siamo usciti col buio) e abbastanza faticosa ma sicuramente molto gratificante, peccato solo che non ci siano foto e video che mostrino l'orrore che si è impossessato di Simona quando nel buio assoluto una creatura ipogea, perfettamente mimetizzata con la tua infangata, è sbucata da una nicchia nella roccia e l'ha assalita... spettacolare!!!

lunedì 29 settembre 2008

Mostra fotografica "Sport, che passione!!"

A tutti gli amanti dello sport, a tutti i patiti di fotografia o, ancora meglio, a tutti gli appassionati di sport & fotografia consiglio una visita alla mostra "Sport, che passione!!" organizzata al Lazzaretto di Ancona.
Tra le varie immagini proposte c'è una selezione di Luca Coppari, che con l'aiuto dei ragazzi del GSS vuole far conoscere meglio al pubblico il mondo dell'arrampicata sportiva. Tutti i dettagli nella locandina seguente... non perdetevela!

domenica 28 settembre 2008

Il matrimonio di Lucia & Paolo

Finalmente ho alcune foto del matrimonio-evento di Castelferretti, cioè la grande festa di Lucia & Paolo Caimmi.
La Chiesa era letteralmente gremita di gente, con numeri da record: oltre ai 4 testimoni dello sposo (si si, 4 solo perlui!) sull'altare c'erano ben 4 sacerdoti ed un diacono (il papà della sposa).
Grande festa poi al ristorante, dove siamo stati messi all'ingrasso con un "frugale" pasto con antipasto, 3 primi, 3 secondi, contorni e torta!
Dopo una tale abbuffata, complice magari qualche bicchiere di vino di troppo, eccoci intenti a tramare loscamente per dominare il mondo...
Ultima foto di gruppo...
Ancora una volta: W gli sposi!

domenica 21 settembre 2008

Grotta del Fiume - Ramo Speedy Gonzales

Il mondo degli speleologi non è fatto solamente di buio, fango e fatica: ci sono ambienti, geometrie e colori che esistono solo nel cuore della terra, al riparo dall'azione distruttiva dell'uomo, dell'acqua e del tempo.
Consapevoli di questo, in una zona molto pittoresca della Grotta del Fiume di Genga abbiamo deciso di realizzare un "safari fotografico", con la speranza di cogliere al meglio la bellezza di certi scorci che solo in pochi abbiamo avuto il privilegio di ammirare dal vivo.
Ottenuti i permessi dal Parco, finalmente risuciamo ad organizzare la spedizione della "sporca dozzina" (anche se in realtà siamo 12+2!).
Questa mattina con me ci sono anche Barbara, Cristian, Emanuele, Lorena, Luca, Marusca, Mattia, Maurizio, Michele Butcher, Simona, Stefano L, Valentina e Christian V. come special guest: la destinazione è il ramo Speedy Gonzales, cioè il fondo della zona del "Mexico".
L'itinerio non è molto complicato e la progressione è semplice, ad eccezione di un paio di passaggi più faticosi (ma non troppo).
Entrati dal fiume, il primo ostacolo che ci fa rallentare è il Pozzo dei Cristalli con il suo affollato traverso, che mi da l'occasione per testare alcuni settaggi della macchina fotografica.
Il percorso continua piuttosto velocemente, superando senza intoppi il Buco del Tarlo e Sala della Felicità.
Proseguendo risaliamo la frana dopo la Sala della Luna ed imbocchiamo la galleria discendente sulla sinistra, che di lì a poco ci conduce al fantastico Rhinoceronte: approfitto di qualche rallentamento durante la discesa per scattare una bella foto della comitiva in fila indiana, sovrastati dall'enorme testone di roccia!
L'itinerario prosegue più o meno sempre dritto, fino ad incontrare la roccia forata che segna l'attacco del pozzo del Mexico, risalito il quale si apre una galleria piena zeppa di stalagmiti che costellano tipo cactus il paesaggio.
Proseguendo lungo questo ambiente purtroppo il fango aumenta sensibilmente e si raggiunge il vero crocevia della zona del Mexico, Sala Sonora.
Da qua partono 3 vie: dallo sprofondamento di destra si accede alla zona della "Mulecca", sempre sulla destra, ma oltre lo sprofondamento si raggiunge la zona "Pancho Villa", mentre la via del fondo prosegue oltrepassando la sala (o meglio la distesa di fango) seguendo fedelmente la parete sinistra.
Si raggiunge così una galleria spaventosamente fangosa ascendente che, subito dopo, ridiscende. A questo punto occorre cercare un non ovvio passaggio sulla sinistra che riporta su un'altra galleria fangosa (tanto per cambiare!) al termine della quale, sulla destra, si può notare una corda che sale (P7).
A questo punto cominciano i gustosi traversi Speedy Gonzales, molto aerei e scivolosi. La parte che dà più soddisfazione è sicuramente il tratto dopo l'ultimo frazionamento, che in realtà è un "travendolo" (ibrido tra traverso e pendolo) da superare con la tigna.
Anche qui il gruppo rallenta parecchio, così in pochi ci stacchiamo per avvantaggiarci con le foto. Più avanti si entra in una galleria che da accesso alla Sala Speedy Gonzales, che va scesa mantenendo la medesima direzione.
Sempre tirando dritto si risale su roccia pulita e finalmente si raggiunge una prima serie di concrezioni, laghetti e colate molto graziose.
Superato questo bell'ambiente si raggiunge un bivio, nel quale si prende la galleria fangosa di sinistra e la si tiene sino ad incontrarne un'altra estremamente franosa che va seguita a sinistra e più avanti, ad un incrocio, subito a destra (segnalata).
(Suggerimento: in questa zona un buon aiuto per non perdersi è seguire i punti del rilievo topografico). Si deve avanzare superando la frana fino ad una stanzetta che in basso procede fangosa e, superato un passaggio molto basso ed in risalita (una sorta di V), si riallarga in una spaziosa galleria che finalmente porta al magnifico laghetto.
Qui le immagini più delle parole riescono a descrivere il panorama che ci si para davanti:
E' incredibile vedere come anche nel buoi assoluto l'acqua illuminata dalla luce artificiale si illumini di azzurro.
Un'ultima panoramica del lago coi suoi incredibili colori:
Il fondo del ramo Mexico si raggiunge in pochi minuti a piedi, oltrepassata la sala del lago.
Questo itinerario è tra i più piacevoli del complesso Fiume-Vento e sicuramente merita una visita.
Grazie a tutti i compagni della sporca dozzina per il contributo al set fotografico, sintetizzato in questo video che rappresenta la perfetta fusione fra musica dark-ambient e la speleologia.