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sabato 1 gennaio 2005

Londra 2004-05

Ecco il video con le avventure degli "Animali" a Londra per il Capodanno2005:

venerdì 20 agosto 2004

Il Buco del Diavolo - Camerano (AN)

Grotte, cunicoli ed ambienti sotterranei hanno da sempre alimentato curiosità, timore e mistero negli uomini, soprattutto se le paure di questi venivano alimentate da miti e credenze popolari piuttosto fantasiose.
Nei dintorni di Ancona c'è uno di questi luoghi, tutt'ora avvolto nel mistero per quel che riguarda la sua origine ed il suo utilizzo, con un nome che è tutto un programma: il Buco del Diavolo(o Buco della Paura) a Camerano.
Una tradizione ricollegabile ai miti pagani narra che, percorrendolo interamente, si arriverebbe in una grande stanza con al centro un altare, sul quale si troverebbe una chioccia d'oro attorniata da dodici pulcini. Lo sventurato che dovesse raggiungerla, però, non potrà mai tornare indietro se non scoprirà il vero nome del Demonio e non lo scriverà sulla roccia con il proprio sangue.
L'ingresso più accessibile a questo complesso, che un tempo apparteneva ad un sistema di camminamenti difensivi o ad una rete acquedottistica, si trova in una paretina rocciosa praticamente nel letto di un piccolo fosso affluente del Rio Boranico, che scorre per circa 7 km alla base della collina chiamata "Gradina del Poggio".
Procedendo in auto dal centro abitato di Camerano, si può parcheggiare nei pressi di una casa rossa ad angolo situata poco oltre la frazione di S. Germano. Si imbocca da qui una carrareccia bianca, chiusa da una sbarra, procedendo in discesa fino ad una vecchia costruzione in rovina che rimane sul lato sinistro.
Dal rudere un sentiero ormai quasi invisibile conduceva fino all’apertura del temuto Buco del Diavolo. Attualmente, soprattutto con la vegetazione alta, occorre tagliare trasversalmente sulla sinistra il campo fino ad arrivare nel fosso, lungo il quale occorre cercare l'imboccatura (celata da una cascatella in inverno):
Il tratto iniziale è costituito da un cunicolo di 20 m, con una larghezza di circa 60 cm, un'altezza di 160 cm e volte a botte.
Camminando si arriva in fretta ad un primo bivio a T: sulla destra la galleria diventa molto bassa e fangosa, ma anche strisciando presto il condotto chiude su una frana calcarea. A sinistra, invece, il ramo è più percorribile ma la volta bassa ed il fango rendono difficoltosa la progressione. Come se non bastasse, poi, la galleria è popolata da milioni, forse miliardi di zanzare appese alle pareti, ma che al passaggio di un eventuale esploratore si innalzano in volo diventando una vera piaga. Dopo meno di 200 m, purtroppo, il fango aumenta e si arriva ad un'altra frana che blocca definitivamente l'avanzata, costringendo a tornare indietro.
Con una certa regolarità, ogni 30-35 m si aprono sulla volta camini che sbucano verso l'esterno: probabilmente si trattava di canne di aerazione o, in qualche caso, di accessi intermedi.
Lungo le pareti dei cunicoli, ad un'altezza di circa 130 cm, sono infine presenti alcune nicchie usate probabilmente per appoggiarvi lucerne o altri sistemi di illuminazione (ipotesi confermata dalle tracce di nerofumo presenti sopra le stesse).

Questa breve ma interessante escursione, a metà strada tra l'archeologia e la speleologia, permette di calarsi letteralmente dentro una delle leggende più curiose del territorio, o meglio del sottosuolo, di Ancona.

martedì 17 febbraio 2004

Un anno a Siracusa

E' risaputo, il destino riserva sempre delle svolte impreviste nella vita, a volte molto gradite...
Chi mi conosce sa che durante la ricerca del mio primo posto di lavoro non cercavo aziende lontane da Falconara né tantomeno pensavo a trasferirmi: detto fatto, a gennaio 2004 l'Aquater, dopo un mese di occupazione in ufficio a San Lorenzo (PU), mi ha spedito in trasferta a Priolo Gargallo, vicino Siracusa. Non solo, quello che inizialmente doveva essere un impegno per un mese e mezzo, massimo due (parole del mio capo), si è poi prolungato per tutto il 2004! In questo lungo, piacevole anno di permanenza in Sicilia ho imparato a conoscere meglio le persone, gli usi, la cultura e la storia di una terra davvero unica.
Mi dilungherei troppo raccontando qui tutte le avventure superate, le visite più o meno turistiche effettuate ed un'infinità di anedotti legati ai bellissimi momenti vissuti, però voglio almeno riportare qualche breve flash sulle bellezze di Siracusa, città a cui sono particolarmente affezionato.

Inizio con un semplice consiglio legato al viaggio in aereo per Catania. In condizioni di vento normali, qualsiasi volo da/per Fontanarossa segue una rotta che affianca l'Etna, ad ovest durante l'arrivo, ad est durante la partenza. Durante il check-in, facendosi assegnare un posto finestrino A, cioè nella fila di sinistra dell'aeromobile, ci si garantisce una splendida vista del vulcano, a volte alla stessa quota dei crateri sommitali (3300 m).
Una volta atterrati a Catania, Siracusa si raggiunge in auto in circa 50 minuti.
Durante l'avvicinamento si rimane un pò scioccati dalla vista della baia di Augusta, dove una serie praticamente ininterrotta di stabilimenti, raffinerie ed impianti chimici affianca ed avvolte circonda sia la strada statale che la ferrovia.

Proseguendo oltre si accede nella città attraverso il lungo viale di Scala Greca, dove ho imparato presto i fondamenti della guida alla siracusana:
- ai semafori bisogna partire immediatamente appena scatta il verde, altrimenti dopo 1 decimo di secondo ti suonano da dietro;
- alle rotatorie ha la precedenza chi è più deciso e determinato, perciò bisogna mantenere uno sguardo concentrato e impassibile, senza mai mostrare esitazioni... altrimenti si perde la precedenza!
Al termine del viale si è già nei pressi del Parco Archeologico della Neapolis: durante la sua visita (assolutamente IMPERDIBILE) si scopre che ci sono ben più cose da scoprire che il solo teatro greco.
Appena entrati ci si schiude davanti il verde agrumeto racchiuso nella latomia del Paradiso: le latomie erano le antiche cave di calcare e questa è la più ampia (ma non la più profonda) della città. Percorrendo i sentieri in mezzo ai limoni si raggiungono le pareti di roccia incise dall'uomo e si notano le aperture della vecchie gallerie di estrazione. La più nota è l'Orecchio di Dioniso:
A breve distanza si raggiunge il famoso teatro greco, gioiello dell'architettura e dell'acustica ellenica che d'estate ancora continua (dopo millenni!) a proporre le rappresentazioni classiche delle tragedie.
Ogni stagione vengono rappresentate, a giorni alterne, due tragedie. Le ambientazioni possono essere molto diverse, passando da quelle più austere e fedeli alle originali a quelle riviste in chiave più moderna: mi ricordo una volta gli attori vestiti come militari nazisti... mah! Quest'anno sono stato a vedere le Trachinie di Sofocle, restando molto colpito dalla rappresentazione scenica (abbastanza classica, per fortuna) e dalla bella interpretazione dell'attrice principale, Micaela Esdra (che poi ho scoperto essere la voce di Catherine Willows di C.S.I.):
Le bellezze della Neapolis non sono di certo finite qua, c'è tutta la parte romana con l'anfiteatro e perfino la presunta tomba di Archimede (il grande genio non sarà proprio contento di riposare vicino ad un semaforo, di fronte ad un Blockbuster...)

Continuando ad addentrarci nella città si arriva al Corso Gelone e poco più avanti, superata la zona della stazione ferroviaria, si arriva al centro storico: l'isola di Ortigia. Questa zona è stata recentemente dichiarata patrimonio storico dell'umanità, un bel riconoscimento meritato soprattutto per lo sforzo di riqualificazione e recupero che sta riportando l'isola ai vecchi splendori.
Superato il ponte che immette nell'isola si arriva ai resti del Tempio di Apollo:
Conviene parcheggiare la macchina in zona o nel parcheggio Archimede sulla sinistra, tanto Ortigia si può esplorare e scoprire tranquillamente passeggiando.
Ci si sposta di poco per risalire Corso Matteotti fino ad arrivare ad una graziosa piazza, intitolata tanto per cambiare ad Archimede, incastonata tra palazzi antichi finemente e decorati.
A poca distanza, proseguendo nei vicoletti a destra, si arriva alla Piazza del Duomo: la Chiesa ha una imponente facciata barocca, ma è realizzata inglobando un antico tempio greco.
Nella facciata laterale libera, così come all'interno, sono ben visibile le colonne greche che spezzano la continuità del muro in mattoni. Con il passare del tempo questo "abuso edilizio" ha mostrato i primi problemi di stabilità: le colonne non erano state costruite per sorreggere il peso di un intero edificio in muratura, perciò i singoli elementi cilindrici che costituiscono le colonne iniziarono a scivolare verso l'esterno. Sono ben visibili sia questi scorrimenti che i rinforzi murari realizzati per assicurare la stabilità del Duomo.
Anche questa piazza è circondata da edifici storici recuperati e restaurati e da qui c'è l'accesso alle visite della "Siracusa sotterranea".
La piazza ha una pendenza verso il mare, seguendola si arriva in breve alla Piazza S. Rocco (cuore della vita notturna) ed alla Fonte Aretusa:
Questa piccola laguna è formata da acqua dolce proveniente da una sorgente vicina ed accoglie una delle rarissime piante di papiro che ancora crescono in Sicilia. Completano questo particolare habitat una colonia di papere ed una di pesci. Da qui si può tornare indietro sul lungomare, fiancheggiando il molo turistico, oppure si può proseguire verso il Castello Maniace, all'estremità dell'isola di Ortigica, oppure lungo i camminamenti nelle mura a picco sul mare, da dove un tempo Archimede metteva a punto i suoi famosi specchi ustori per bruciare le navi romane.
Una breve parentesi culinaria: la cucina siciliana è molto variegata e sicuramente ricca di forti sapori e profumi mediterranei. Il modo migliore per gustarla è fermarsi a cena in uno delldecine di ristoranti che si trovano ad Ortigia.
C'è veramente l'imbarazzo della scelta, ve ne consiglio solo alcuni:
- Trattoria da Mariano, non lontano da fonte Aretusa, famoso per le specialità dei Monti iblei e per Paolo, il proprietario molto pittoresco che porta in tavola ogni volta una quantità ed una varietà di piatti senza nemmeno bisogno di ordinarli! Ottimo prezzo e si esce assolutamente sazi!
- Il Cenacolo, vicino P.zza Areusa, ha una buona scelta di piatti, couss-couss compreso, ed un buon rapporto qualità prezzo.
- Porta Marina, vicino appunto alla Porta Marina, per una buona cena di pesce.
- Il Veliero, sempre nella zona di Porta Marina, per una buona varietà di piatti tipici/particolari sia a base di carne che di pesce.
- Il giardino degli Aranci, a sud di Siracusa, poco dopo il Carrefour, fa la migliore pizza in assoluto!
Con il tempo a disposizione Siracusa ha ancora molto altro da mostrare: ad esempio una visita guidata alla Chiesa ed alle Catacombe di S. Giovanni...
...oppure alle Latomie dei Cappuccini, le più profonde della città, sotto il giardino del Grand Hotel Villa Politi.
Ci sarebbe ancora tanto da raccontare e da vedere... ma il resto scopritelo da soli!

venerdì 5 settembre 2003

Los Angeles & Las Vegas

E' passato un pò troppo tempo dal viaggio di 15 giorni in California, perciò sarebbe difficile (e noioso per i lettori) riportare un racconto lungo e dettagliato...
Non posso però non dare qualche consiglio e pubblicare le foto più belle e significative della trasferta negli USA con Niki.
Prima tappa: LOS ANGELES
Cominciamo subito con l'albergo: il CTS proponeva il Kawada Hotel in pieno centro...
...praticamente a 2 passi di grattacieli di downtown:

Il bello dell'albergo era il prezzo piuttosto basso, 34€ a notte a persona, per un buon servizio (letti grandi, aria condizionata, televisore con videoregistratore) e soprattutto per l'angolo cottura con frigo in camera, grazie al quale ci siamo fatti delle belle mangiate di pasta e ravili!
Come primo approccio alla metropoli consiglio uno dei tour guidati coi pulmini: in 8 ore si ha un'idea delle varie anime della città e ci si inizia a rendere conto delle dimensioni di Los Angeles: per attraversarla in autobus da un'estremità all'altra ci vogliono almeno 2 ore, le cose non cambiano con la metro.
Durante il tour, che ha toccato Beverly Hills, Hollywood, Venice Beach e le altri vie famose, ci fermiamo per pranzo al Farmers Market, un mercato appunto famoso per generi alimentari. Un pò a caso entriamo nel ristorante "Johnny Rockets", in stile anni '50, dove mangiamo un FENOMENALE chili-burger: era talmente pieno di chili e formaggio che ci è stato servito aperto su un piatto!
Durante il giro turistico si viene a contatto con un'altra dellepeculiarità della citta: le famose spiagge (LA ha più di 120 km di litorale).
Scordatevi le bagnine di Baywatch, non si trovano così facilmente, però il lungomare è ben attrezzato ed offre possibilità di camminare, pattinare, pedalare, surfare... insomma di godersi la spiaggia come più si preferisce.
Altra tappa di rito è il tour agli Universal Studios, dove ci si immerge nell'atmosfera da film di Hollywood attraverso attrazioni espressamente realizzate per i turisti fuse perfettamente coi set e le attrezzature del passato e quelli attualmente impiegati nei film.
Ma per gli amanti dell'adrenalina il parco da visitare è pochi km a nord di Los Angeles: si tratta di Six Flags Magic Mountain, parco monotematico con 15 roller-coaster, tra i migliori ed elettrizzanti del mondo!
Essendo due patiti di montagne russe, io e Niki siamo stati sulle attrazion del parco o in fila dall'apertura alle 8.30 fino alla chiusura alle 22.30, facendo solo mezz'ora di pausa pranzo! Senza dubbio la migliore montagna russa, per molti la migliore e più elettrizzante del mondo, è X: è un'attrazione unica nel suo genere, è anche detto roller coaster quadridimensionale, perchè oltre alle solite evoluzioni del treno lungo i binari, i sedili possono ruotare di 360 gradi rispetto ai binari stessi, creando delle evoluzioni u-n-i-c-h-e: le parole e le foto non bastano a descriverlo, guardatevi questo video:

...ho i brividi nella schiena ogni volta che lo vedo!

Per gli spostamenti in città è comodo anche noleggiare un'auto, ma attenti alla guida nelle freeways a sei corsia (per senso di marcia!).
Il top è stata la Ford Mustang Convertible...
...mentre per la visita in Nevada ci siamo accontentati della Nissan Altima (berlina di quasi 5 m, con cilindrata di 3200 cc!)
Seconda tappa: LAS VEGAS
L'ho letto su molti libri, ad esempio in quelli di Micheal Connelly: il viaggio in auto da Los Angeles a Las Vegas è un classico, permette di passare nel mondo incredibile della città delle luci attraversando gli accesi colori dell'arido deserto.
La traversata non è lunga, circa 4 ore e mezza, però i limiti di velocità e i noiosissimi rettilinei dopo un pò stressano...
Il Nevada ci accoglie con calore nel vero senso della parola... comunque per darsi una bella rinfrescata non c'è niente di meglio che un bagno nella piscina dell'albergo alle 17.00!
Stavolta non suggerisco il nome dell'hotel, non perchè fosse brutto o costoso, semplicemente perchè... è stato raso al suolo! La città è in fervido sviluppo urbano ed i palazzi nascono e muoiono a ritmo vertiginoso.
Per ammirare lo scorcio più bello della città consiglio assolutamente di salire sulla Stratosphere Tower all'ora del tramonto: innanzitutto si accede al punto panoramico con l'ascensore a due piani più veloce del mondo, ma la cosa unica e spettacolare è la vista dall'alto del sole che tramonta dietro le montagne che circondano il deserto e l'accendersi delle mille luci che ornano la città:
La zona "calda" e attiva della città si gira tranquillamente a piedi o al più in autobus (ma le corse sono piuttosto care), poi non resta che l'imbarazzo della scelta per quale casinò visitare e quali spettacoli (gratuiti e non) ammirare.
I casinò più belli sono quelli degli hotel più lussuosi e blasonati, però se vi piace giocare senza dover rischiare il tracollo finanziario conviene visitare i casinò minori, magari anche un pò "sgarrupati": volete mettere una puntata minima di 5$ contro la giocata minima di 1$!!
Per la cronaca siamo entrati in tutti i casino che ci capitavano di mano (almeno 20) investendo in ognuno almeno una moneta nelle slot-machine; nel Luxor ho giocato alla roulette vincendo 50$, ma poi ho preferito trasferirmi in una casa da gioco "low coast"...
Complessivamente ho azzardato sui tavoli verdi dalle 21.00 alle 3.00 di notte e dalle 11.00 alle 13.00 del giorno seguente, arrivando come bilancio finale ad un consolante +5$ (mentre Niki ha chiuso la prima sera con un sonoro -100$!)
Un altro momento da ricordare è sicuramente lo spettacolo delle fontane danzanti dell'hotel Bellagio, un'altra attrazione unica al mondo:


Prima di ripartire un ultimo eccitante brivido: giro sul Gran Canyon con un mini aeroplanino!
Il viaggio è stato tutto questo e molto altro... alla prossima avventura negli States!

sabato 2 marzo 2002

L'esorcismo del Tiberio

Resoconto a cura di Niki S.
Sabato 02.03.02 il Tiberio ha deciso di festeggiare quello che sarebbe dovuto essere il suo 23esimo compleanno: il programma prevedeva cena al Vicoletto di Senigallia e serata all’Altavista di Riccione, con trasferta in auto.
Come da buona tradizione animale, la serata è partita con una grassa mangiata e svariati giri di brindisi a base di vino... tutto scorreva abbastanza bene fino alla famigerata scommessa lanciata da Lillo: ”Tibo, stasera te famo beve e te famo morì” e il Tiberio con baldanzosa spavalderia ha detto “Ahahaha… posso bere all’infinito!!!!! Il Tiberio non cagnola MAI!!!”.
Bene!!!! La frittata era fatta, il guanto della sfida è stato raccolto e l’unica missione della serata è diventata: Tibo deve bere. E così è stato, tanto che a fine cena già claudicava a passo incerto e impastava le parole. A mettere il carico di briscola sono stati poi altri 3 giri di digestivo pesante al Vertigo, tanto per scaldare l'atmosfera! Risultato: ci siamo messi in auto alle 23,30 circa con un festeggiato al 50% delle funzioni vitali, caricato a fatica nella mitica Clio di Mitch con me, Tizio e Drogo. Nell'altra auto che faceva strada c'erano Savero, Lillo, Sara, Daniele e Skizzo, che inizialmente non voleva venire a Rimini perchè aveva un esame tosto 4 giorni ma che poi ha cambiato idea all'ultimo momento (forse per la calorosa insistenzadi Tibo, o forse perchè Tibo gli aveva sequestrato il portafoglio e le chiavi della Panda!).
Appena partiti i segni di cedimento erano già evidenti: occhio segato, voce impastata, fiotto lento ma costante e fronte imperlata di sudore. Ormai era cotto e ci si aspettava solo il peggio, era solo da capire QUANDO accaduto.
Dopo i primi km in autostrada, più o meno intorno Marotta, il Tiberio rispondeva ancora agli stimoli vocali ma aveva perso la coordinazione dei movimenti (apriva il finestrino, tirava una boccata d’aria, richiudeva il finestrino e tirava uno sputo nel vetro) Male… poi il silenzio… Un attimo forse… ma interminabile… “Tibo, stai male?”… silenzio… “Tibo, te viene da vomità?” ancora silenzio… “No no…” poi ancora silenzio… poi dopo uno strano sciacquettio un pungente e acidulo odore ha inondato l’auto… ”NNNNOOOOOOO!!!!!!”… Era chiaro ciò che era successo, il DRAMMA si era consumato!!!!!
Mitch ha inchiodato l’auto in corsia di emergenza con le 4 frecce accese ed è balzato fuori dall’auto in direzione dello sportello posteriore… A questo punto 3 sono le immagini ancora nitide che ricordo:
- Tibo che stramazza a 4 di spade esanime in mezzo all’Autostrada
- Mitch preso dal panico che cominciava a imprecare Dio e tutti i Santi e scaricava la sua ira tirando calci verso il moribondo
- lo sportello della Clio che sbrodolava di un viscido slimer (con tanto di tasca porta oggetti piena a pozzanghera di sostanze varie liquide e solide).
Ovviamente scendiamo tutti dall’auto, io ho trascinato Tibo per le spalle via dalla strada e l'ho buttato carponi nel guard-rail, Tizio che si accingeva ad un improbabile esorcismo, Drogo che vigilava attentamente la situazione stradale e Mitch che, continuando sempre nell’appello dei Santi, cercava di togliere via l’oscenità dall’auto munito di qualche scontrino ed un biglietto dell’autobus (trattenendo a sua volta i conati a fatica).
Siamo rimasti lì per un pò, poi abbaimo deciso saggiamente di rimetterci in auto per fermarci alla prima piazzola di sosta. Cosi è stato, non senza difficoltà, poiché il moribondo era ancora instabile ed il rischio di un secondo rigetto era in agguato, tant’è che mi sono autocandidato a sedermi accanto a lui: per assicurarmi che tenesse la testa fuori dal finestrino (la sicurezza non è mai troppa) durante il tragitto frenavo i sui sussulti ed i suoi lamenti a suon di tirate di capelli e scamazzate in faccia (...una io ed una il montante dell’auto).
Sosta in piazzola: il Tiberio era improbabilmente vigile, ora scalciava e sussultava, a fatica l'ho ributtato carponi sul guard-rail (mi sono aiutato con qualche sano calcio e qualche buon colpo assestato nella spina dorsale)e gli ho messo la mia manina in gola (che per igiene mi ero adeguatamente coperto con una busta del supermercato). Lui ha cominciato e ri-produrre, mentre Tizio ri-esorcizzava e Mitch ri-smadonnava ed imprecava.
Fresco come non mai, il moribondo era in grado di camminare… anzi di arrampicarsi, visto che con uno scatto improvviso è corso verso il muso della Clio, è salito in piedi sul cofano, si è buttato carponi sul vetro e poi su, su fin sopra al tetto! Poi col passo del gorilla fino è arrivato al portellone posteriore (che era aperto) dove si è appoggiato pesantemente: SLAM! Il portellone si è richiuso ed ovviamente lui è ristramazzato di gomiti e di ginocchia per terra. Abbiamo cercato di calmare il Mitch Furioso, ci siamo riorganizzati e ci siamo rimessi in auto per raggiungere la macchina degli altri commensali che, nel frattempo, avevamo tenuto costantemente aggiornati degli avvenimenti. L'appuntamento che ci eravamo dati era all’Autogrill della Tamoil, vicino all’uscita di Riccione.

Dopo quasi un'ora di "paziente" attesa, Sara, Daniele, Baldo e Skizzo finalmente hanno visto sbucare una Clio che a tutta velocità entrava nel parcheggio. L'auto si fermava proprio davanti a loro e SLAM... come nei film polizieschi, le quattro porte contemporaneamente si sono aperte e di corsa sono usciti tutti gli occupanti con l'espressione schifata. Fino a quel momento non si erano resi conto della portata della tragedia. L’unico rimasto a bordo era Tibo che incurante del fetore guardava fuori con occhi vacui e stupiti.
Da questo momento è stato un susseguirsi di eventi unici: Tibo in preda alle visioni mistiche cercava di sputare verso gli altri... PFU PFU... ma la gettata era veramente corta, se non si colpiva le scarpe raggiungeva a malapena il metro di distanza! Finalmente la Mummia è riuscita a raggiungere e ad imbrattare il bagno, nonchè tutti i corridoi del market (assistito da un compiaciuto Drogo..) sotto gli occhi increduli della donnina delle pulizie.
Lo show continuava, col festeggiato che dopo moooooolto tempo riusciva a tenersi in piedi e che scopriva di essersi strappato i pantaloni nuovi: ha infilato un dito nel buco cominciando a ravanare a fondo in cerca di una improbabile sorpresa.
Il tutto è stato accuratamente documentato da uno scaltro Drogo che furtivamente ha comprato una macchina fotografica usa e getta e scattava a ruota libera (purtoppo di tale “tesoro dei Maya” non è rimasta traccia poiché scioccamente quel gioiello è stato lasciato incautamente incustodito nel cruscotto dell’auto ed il Tiberio, il giorno seguente, ha provveduto a eliminare le tracce).
Dopo aver lasciato l'autogrill finalmente siamo riusciti a rimetterci in auto in direzione Rimini nord. Nel frattempo Mitch aveva “lavato” alla meglio l’auto con dell’acqua minerale ed aveva coltivato una puneta di ARBRE-MAGIC per coprire la puzza.
Uscita di Rimini Nord, ore 2 e 30 del mattino: dovevamo andare a ballare e invece abbiamo assistito ad uno sbocco colossale. Già, sbocco, perché anche fuori dal casello a svariate ore di tempo dall’ultima sostanza trangugiata ancora si ostinava a vomitare: ormai erano convulsioni, conati di vita che se ne stavano andando via, pezzi di fegato, stomaco e anima… di cibo non ce ne poteva essere più. La nota di colore di quest’ennesima tappa è stata quando Saretta, armata di istinti materni si prodiga per andare a recuperare dei fazzolettini dal casellante ma è rimasta pietrificata a 2 metri dal casottino vedendo che l'omino si stavano sollazzando con filmini “AD ALTO CONTENUTO EROTICO” (si dice cosi dei pornazzi… n.d.r.) nei monitor della stazione autostradale.
Ormai rimaneva ben poco da fare... se non guardarci in faccia… convincerci che la serata era andata a farsi benedire... risalire in auto e rimetterci di nuovo in strada in direzione casa... ma non era ancora finita! Appena rientrati in autostrada abbiamo dovuto fare l'ennesima sota in un'area di servizio: il Tiberio, che stava più o meno riprendendo le forze, aveva ancora qualcosa che non andava nello stomaco. Dopo un pò di concentrazione è arrivato l'ennesimo "prodotto", forse il tredicesimo: più piccolino rispetto ai precedenti, ma di un vispocolorito verdastra. Ecco un fotogramma ripreso dalla telecamera a circuito chiuso:

Solo verso le 4.00 siamo riusciti a tornare a casa, dopo aver festeggiato degnamente il compleanno durante una serata molto originale, portando dentro di noi una nuova consapevolezza: CON LA GIUSTA DOSE DI ALCOL ANCHE IL TIBERIO CAGNOLA!

lunedì 1 maggio 2000

The Abruzzo Witch Project

Il 1° Maggio 2000 sette ragazzi di Falconara si persero nei boschi abruzzesi mentre stavano girando un documentario...
...una settimana più tardi fu ritrovato il loro filmato.

Quest'anno approfittiamo del primo maggio per passare un fine settimana lungo in Abruzzo, ospiti a Sulmona del Rag. Droghini. Ai nastri di partenza il 29 aprile siamo io, Niki, Checco e Rollo. Il viaggio incomincia all'insegna della pioggia, per fortuna durante la pausa-metano a Pescara un'ottima pastiera napoletana (portata dalla bestia) ci ritira su il morale!


Appena raggiunti da Drogo ripartiamo alla volta di Sulmona, dove continuamo ad abbuffarci con una cena leggera a base di tortellini ed arrosticini!
Durante la nottata uno spiacevole fatto di cronaca getta un'ombra oscura sulla tranquilla vita di Sulmona: alle 23.30 uno squallido maniaco in pigiama e pantofole si avvicina con fare furtivo ad una giovane ragazza, riuscita a sfuggire alle grinfie del pericoloso pervertito solamente scappando di corsa dentro il portone di casa. Questo fotogramma ritrae il losco figuro che si aggira di notte per le vie:


Il mattino seguente siamo raggiunti da altri 2 partecipanti alla spedizione abruzzese: Baldo (alla guida della losca Punto Bianca) e Savero. Anche questa giornata è all'insegna della pioggia, perciò dopo una veloce visita a Roccacaramanico ci dirigiamo verso le grotte di Stiffe (TANTO SONO SOLO 20 km!!!), per poi finire la serata in centro a Sulmona. Il 1° maggio finalmente il sole riesce a fare capolino tra le nuvole e riusciamo a goderci una bella escursione nel Parco Nazionale, con "fermo immagine" di gruppo sotto la cascata.


A seguire momento storico del gruppo: dopo 2 giorni di viaggi, escursioni e baldoria, sulla sentiero del parcheggio, mentre stiamo per ripartire, Rollo dice:"Ragazzi facciamoci una foto di gruppo" tirando fuori una macchina fotografica dallo zaino. Noi rimaniamo impietriti, tutti a bocca aperta mentre uno sciame di punti di domanda ci gira attorno!!
Di notte infine si manifesta la maledizione della Strega e comincia l'incubo: finisce la benzina...


...ci perdiamo nei boschi...


...infine Niki viene rapito dalla Strega!