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venerdì 16 novembre 2007

Renault: il balletto delle 5 stelle...

Nonostante speri di non vedere mai la mia "piccolina" ridotta così, questo spot della Renault è proprio fatto bene (e dimostra che ho ben speso i soldi, anche per la sicurezza!).

sabato 3 novembre 2007

Alpi Apuane - Il Passo della Tambura

Questo sentiero escursionistico non troppo impegnativo fa parte del "Garfagnana Trekking" e permette di attraversare un comprensorio bellissimo arrivando ad una sorpresa finale che toglie le parole di bocca...
La partenza è vicina al paesino di Vagli, seguendo una stradina dissestata che porta ad un'altra delle numerose cave di marmo (occhio al fondo dell'auto!).
L'itinerario che seguiamo è l'antica "via del sale" che ci porterà al passo della Tambura (quota 1620 m s.l.m.m.).
Attraverso boschi e cave dismesse il sentiero sale la montagna fino al valico, oltrepassato il quale si ammira un panorama MOZZAFIATO: da quassù infatti si sovrasta la versilia e guardando lontano all'orizzonte si scorgono la Corsica a sinistra e le Alpi Marittime a destra!!
Durante la discesa prendiamo qualche souvenir (lapidi di marmo per la Faggi e la pietra del silenzio per la mia collezione...) e Chicco ha modo di divertirsi un pò su un vecchio escavatore FIAT.
Bellissimo giro, anche oggi le Apuane ci hanno riservato una splendida giornata!

venerdì 2 novembre 2007

Abisso Gigi Squisio

La valorosa brigata Carcaraia, composta da me, Chicco, Michela, Francesco e Simona, stamattina si riunisce presto per organizzare la spedizione alla conquista dell'Abisso Gigi Squisio... non prima però di una bella colazione al bar!
Il comprensorio della grotta si trova poco dopo il paese di Vagli e per raggiungerlo si costeggia il suo lago omonimo. Questo bacino è famoso perchè la sua realizzazione ha richiesto il sacrificio del paesino di "Fabbriche di Vagli": perennemente sommerso, lo spettrale nucleo abitato emerge soltanto una volta ogni 10 anni circa, in occasione dello svuotamento dell'invaso per la pulizia straordinaria. Oggi il livello è molto basso, ma non abbastanza per vedere le casupole e la chiesetta abbandonati.
Arrivati in Carcaraia, si lascia la macchina prima di una galleria scavata nel marmo. L'avvicinamento è di circa un'ora, ma il clima è mite e ci godiamo il panorama delle Apuane e delle cave diffuse un pò avunque sul territorio.
Dopo la sudata per l'avvicinamento finalmente arriviamo all'ingresso dell'abisso, costituito da una telo paraneve che sembra più che altro una tenda canadese in mezzo al bosco! Leggendo un tabello ne guida scopriamo l'origine del nome: "squisio" è un termine ludico dialettale che significa "fermate il gioco, entriamo anche noi". In pratica gli scopritori della grotta non avevano mai fatto grandi scoperte, finalmente con la forzatura di una strettoia erano riusciti a trovare una cavità degna del club dei -1000, entrando (finalmente) nella storia dei gruppi speleologici locali.
Cominciamo l'esplorazione: l'inizio avviene su frana, con spazi abbastanza angusti all'interno dei blocchi e detriti, però dopo qualche decina di metri in discesa si arriva nella parte più integra di roccia, iniziando anche a sentire/vedere la presenza di acqua.
Finalmente ci si può anche alzare in piedi e superando qualche pozzetto si nota chiaramente il passaggio fra gli strati superficiali di roccia calcarea alterata e quelli più profondi di marmo compatto.
La successione di ambienti è unica, si scende spesso in grandi forre (con pochissima acqua, per fortuna) ed in ampi e regolari pozzi. Alla base di uno di questi comincia l'anello del nostro percorso: discenderemo da un ramo, per poi risalire da un altro.
Al bivio imbocchiamo subito un meandro sinuoso e bastardo, con passaggi stretti/inclinati che vanno in salita ed in discesa: per rendere il tutto più gustoso ogni tanto nel pavimento del passaggio si aprivano delle piccole voragini (max 40/50cm) profonde anche 15/20 metri! Non ho mai odiato tanto lo zaino come in quel passaggio, è stato una tribolazione avanzare, anzi arrancare portandosi dietro il fardello...
Tanta fatica è stata però ampiamente ripagata poco più avanti: a parte la scoperta di una bella conca cilindrica con le pareti laterali scavate a spirale, in poco tempo arriviamo sui maestosi pozzi principali, il più suggestivo dei quali con un tiro unico sul vuoto di 50 metri!
Nota: mentre scendevo proprio questo tratto, dopo una trentina di metri dalla partenza, la Faggi ha avuto la simpatica idea di tentare di uccidermi. Mentre calavo infatti sento urlare "SASSO"... ma non vedendo arrivare niente pensavo ad uno scherzo. Invece dopo due o tre secondi sento una botta ad un piede! é andata bene...
Continuiamo la discesa con altri due salti, poi dopo la pausa-pizza risaliamo per una nuova via.
Alla fine dell'escursione ci siamo ritrovati un pò stanchi, molto soddisfatti e soprattutto praticamente puliti, altro che il fango delle nostre parti...
W IL MARMO!

giovedì 1 novembre 2007

Raduno Apuane 2007

Quest'anno il raduno internazionale di speleologia si tiene a Castelnuovo di Garfagnana, piccolo paese circondato dalle Alpi Apuane.
PRIMO GIORNO
E' il mio primo raduno, perciò alla partenza non so bene cosa aspettarmi dai 4 giorni che ho davanti, però sono molto gasato perchè le premesse (e il meteo soprattutto!) sono incoraggianti.
Durante il viaggio, a Bologna l'ottimismo vacilla un pò perchè becchiamo la consueta coda in autostrada che ci fa perdere quasi un'ora. Per fortuna, appena usciamo dall'autostrada il traffico diventa un ricordo (anche perchè il navigatore satellitare ci fa fare una strada deserta e sconosciuta), ma alla fine ci impiegamo quasi 6 ore per arrivare in paese.
Altro problema: fatta l'iscrizione in segreteria, come facciamo a raggiungere la nostra "dimora" (cioè il dormitorio allestito nella palestra di una scuola)? Per sfruttare ancora il TomTom di Niki chiedo ad una ragazza qual è l'indirizzo così da trovarlo senza problemi, ma lei senza scomodarsi minimamente mi risponde "Fa alla vecchia maniera..."! Grazie al suo aiuto ed alle sue preziose indicazioni, sbagliamo strada 2 o 3 volte prima di arrivare.
Finalmente, dopo aver fissato il campo base nella palestra dell'IPSIA, piano piano la nostra "delegazione" si raggruppa tra i vari stand: il gruppetto agguerrito è composto, oltre a me, dalla Faggi, Chicco, Michela, Francesco, Alessia e Lello.
Non faccio nemmeno in tempo ad arrivare nello spazio vendita materiali, che Chicco mi porta in giro per farmi comprare un buon sottotuta: tra lui che spinge per un modello da 105€ ed io che ne avevo addocchiato uno da 70€, alla fine troviamo un compromesso per uno buono della AV da 80€...
La prima cena alla speleotaverna va alla grande, con una immane magnata di arrosticini e salsicce annaffiati, ovviamente, da montepulciano d'abruzzo.
Prima di andare a dormire (domani ci aspetta l'uscita in grotta) facciamo un salto al cinema per guardare alcuni speleo-documentari, peccato che la comodità delle poltroncine unita alla nostra stanchezza più che alla visione invogliavano alla pennichella!

SECONDO GIORNO
Finalmente è arrivato il momento dell'uscita in una delle tante grotta scavate nel marmo delle montagne della zona: la meta scelta è l'Abisso Gigi Squisio nel comprensorio della Carcaraia.
E' stata una splendida escursione speleo, con lunghi pozzi e forre levigate, ma anche cunicoli stretti e passaggi impegnativi!
Dopo una doccia ristoratrice al palazzetto, è il momento di tirare fuori la lista della spesa e di comprare il materiale di gruppo: tra suppliche di sconto, richieste spudorate di regali e vino/caffè scroccati troviamo + o - tutto quello che ci serviva.
Per la cena di oggi scegliamo una bella polentata, seguita dai cannoli siciliani e da qualche giro di centerbe+zuccherino nello stand degli amici abruzzesi.

TERZO GIORNO
Nonostante la notte si dorma abbastanza bene, al caldo e senza troppi fastidi (non sarò mai abbastanza debitore all'inventore dei tappi per le orecchie!) si sta accululando un pò di stanchezza, perciò stamattina abbiamo una mezza idea di fare un giretto a piedi in Carcaraia per vedere più da vicino le cave di marmo e fare qualche bella foto.
Si uniscono al trekking anche Chicco (stamattina è un mezzo zombie!) e Lello e Alessia, i più freschi visto che non hanno fatto ancora nessuna escursione.
Dopo la colazione al solito bar decidiamo la destinazione: ripercorreremo l'antica via del sale, diretti alla vetta del Monte Tambura. Boh, non me ne intendo di queste zone, ma ho il sospetto che sarà più di una passeggiatina nel parco...
Qualche ora e qualche chilometro dopo rientriamo finalmente a Castelnuovo, stanchi ma appagati dal meraviglioso paesaggio che abbiamo scoperto tra le montagne.
Visto che non è troppo tardi c'è ancora un pò di tempo per gli ultimi acquisti di materiale e per vedere la fantastica proiezione 3D organizzata dal gruppo veneto: inforcando gli occhiali speciali si ha proprio la sensazione di entrare dentro le immagine proiettate apprezzando veramente la profondità degli ambienti ipogei mostrati... veramente una bella esposizione, complimenti.
Ormai ci avviciniamo al clou della serata alla speleotaverna, anche se c'è il pienone troviamo un tavolo libero e iniziamo la cena buttandoci sulla cunina siciliana: stasera pasta all'uovo col sugo, seguita dai cannoli (in versione EXTRA per le donne...) e da qualche bottiglia di Nero d'Avola.
L'allegria (o l'alcol?) sale in fretta e dopo il consueto brindisi con centerbe e zuccherino c'è un'altra sorpresa: fuori dal tendone stanno preparando il Gran Pampel, un intruglio druidico che si prepara in un pentolone in stile Asterix & Obelix! La cerimonia di preparazione, a cui partecipa anche la nostra Michela, va avanti accompagnata dal coretto "Odino, Odino, non stane mandar acqua, manda vino!".
Alla fine il beverone "sacro" è pronto: si tratta di vino bianco e rhum, cotti con frutta, zucchero ed altri aromi. Scotta parecchio, ma il sapore è buono!
Dopo tutto questo brindare si inizia a sentire una certa fame, perciò anche se ormai è l'1.00 di notte torniamo allo stand dei pescaresi e ci facciamo una sessantina di arrosticini, accompagnati da vino (basta bere, non ne posso più!) e formaggi.
La baldoria è continuata fino alle 3.30, poi tutti a nanna.

QUARTO GIORNO
La sveglia è stata meno traumatica di quanto temessi, con calma facciamo i bagagli, colazione al solito bar e ci mettiamo in marcia verso cas (stavolta almeno senza traffico).
E' stato un bellissimo raduno, ben organizzato, in un comprensorio che ha veramente tanto da offrire agli amanti della natura (e delle tenebre!).
>Grazie a tutti gli organizzatori ed i partecipanti!<

venerdì 26 ottobre 2007

Cena a Casa Secchi

Stasera siamo stati invitati a casa dei neo-coniugi Secchi per dare un'occhiata alla casa e guardare il dvd delle nozze, in realtà è anche l'occasione di fare una bella "magnata" di gruppo e festeggiare anche il compleanno di Manu.
Appena arriviamo a Torrette scopriamo che i padroni di casa cercano di tenere lontane le bestie affamate, perciò hanno tolto la targhetta col nome nel citofono...
Poco male, basta chiamarli a gran voce e alla fine ci aprono!
In casa siamo parecchi: io, i padroni di casa, Elisa, Tizio, Silvia, Baldo, Salvatore, Federica di Senigallia, e mancano ancora Sara, Matteo e Save che arriveranno a momenti.
La casa, ovviamente arredata Ikea, è carina ed il pezzo forte è sicuramente l'armadio-camerino immenso della camera da letto.
La mia attenzione però è anche attratta da un'infinità di piatti pieni di leccornie, salate e dolci!
La fame si fa sentire e a un certo punto prendiamo posizione: "è ora di mangiare!" e cominciamo senza gli altri. Si comincia con insalata di pasta fredda, pizza, zucche, crostini, torte salate, salatini, per poi continuare con le torte dolci, crostata e fragolino!
Intanto durante la cena ci hanno raggiunto anche gli altri, così appena finito di mangiare diamo i regali ai padroni di casa e possiamo goderci assieme il video del matrimonio (bello e ben montato).
A fine serata un'ultima chicca: la canzone a Zelig di Checco Zalone, da rivedere assolutamente!
Ormai è tardi, è ora di andare a nanna... domani mi aspetta il baCucco.
Grazie ancora signori Secchi e auguri Manu!

domenica 21 ottobre 2007

La Maledizione del Lago di Lochness!

I detrattori della speleologia oggi non possono proprio criticarci: con il tempaccio portato dalla perturbazione Siberiana un luogo ideale per passare una domenica al calduccio è proprio la Grotta del Fiume a Frasassi.
Per l'occasione ci incontriamo in 6, con me ci sono anche la Faggi, Roberto, Maurizio, Uliano e Gianfranco (i senigalliesi sono incredibilmente puntuali, noi un pò in ritardo!): l'obiettivo della giornata è un bel pic-nic sulle rive del Lago di Lochness.
Ci cambiamo al volo nel parcheggio ma non facciamo nemmeno in tempo ad arrivare sul letto del fiume che comincia a piovere... che sfiga!
Nota di classe del Presidente: alle prime 2 gocce d'acqua, da vero Lord inglese, lui torna in macchina a prendere l'ombrellino...
All'ingresso ormai il tragitto è una routine, come unica novità incontriamo un gruppo di Jesi. Mentre aspettiamo in fondo al Pozzo dei Cristalli scopriamo che per molti di loro oggi è la prima uscita post-corso, non posso non sorridere al pensiero della nostra avventura da neo-speleo all'Anello dei Rover!
Comunque capiamo subito che non possiamo rimenere troppo a lungo imbottigliati in mezzo agli altri ragazzi, perciò alla Sala della Felicità li salutiamo e procediamo spediti verso la nostra mèta.
Con il passare delle uscite i luoghi cominciano ad essermi familiari (finalmente!), oserei anche dire che sarei arrivato da solo alla Sala del Rinoceronte...
In cima al Pozzo delle Mulecche, durante una pausa, Simona decide di abbellire l'ambiente modellando una scultura a sua immagine e somiglianza: la Fagiana (di fango) sul nido!
Arrivati in fondo continuiamo rapidi tenendo la sinistra, oramai siamo abbastanza vicini alla zona dei laghi: dopo pochi minuti, infatti, arriviamo in una lunga galleria un pò in curva che ci offre una vista fantastica.
In basso, con la luce bianca dei LED le prime pozze d'acqua si accendono di un vivace azzurro, che diventa subito blu nelle zone più profonde.
Le pareti, invece, sono abbastanza chiare e su quella di destra c'è il traverso che dobbiamo percorrere.
Per completare il quadretto, dalla volta della galleria pendono centinaia di stalattiti sottilissime, delle vere cannucce di vetro: sono infatti lunghe 30-50 cm e sono assolutamente trasparenti... che spettacolo!
Da questo punto in poi procedo con più attenzione per evitare brutte sorprese: l'ultima volta che il GSS era stato qui, infatti, il Presidente era caduto in uno dei laghetti e Maurizio aveva preso una brutta storta alla caviglia.
Continuiamo ad avanzare lungo i traversi giungendo ad un'ambiente più grande con un lago, ovviamente, più vasto degli altri. Si tratta del Lochness, con l'acqua cristallina e immobile che si trova circa 5 metri sotto di noi.
Possiamo finalmente mangiare qualcosa (era ora!) godendoci la bella vista.
Anche se siamo arrivati alla mèta, proseguo per un pò per dare un'occhiata in giro... anche in questo caso, il passaggio su cengia si trova sulla destra.
Arrivato ad una larga spaccatura a V tra le pareti vedo chè c'è una corda lenta tra le due, dovrei quindi fare un pendolo scendendo col discensore da una parte per poi risalire coi bloccanti nell'altra. Visto che sono completamente ricoperto di fango e che anche gli attrezzi sono una massa più o meno informe di argilla (per cui sono difficili da aprire, montare e chiudere) mi viene la bella idea di affrontare il passaggio disarrampicando e poi arrampicando, montando però la longe come sicura.
Il primo pezzo della V mi viene bene, infatti riesco a scendere senza grossi problemi... poi però mi accorgo che non è così facile passare nell'altra parete e risalire: cerco un appiglio per i piedi o per le mani, ma la parete è liscia.
Alla fine faccio un giro di corda attorno al braccio destro per tirarmi su almeno con quella e... patatrack, scivolo sul fango rimanendo appeso sulla longe, con la corda tesa che però mi ha schiacciato l'avambraccio! Che botta, per fortuna non si è rotto niente, per oggi l'esplorazione può terminare qui!
Al ritorno ci concediamo una deviazione tornando indietro per il Nano Negro, godendoci il gustoso passaggio sospeso su teleferica sopra l'acqua.
Alla fine dell'uscita questo è il bilancio: io ho un braccio contuso, Maurizio ha un gomito dolorante ed un ginocchio finito, Gianfranco ha uno strappo muscolare alla coscia, Uliano è uscito indenne da una brutta e pericolosa caduta... insomma anche stavolta la MALEDIZIONE DEL LOCHNESS ha colpito!!
Per chiudere in bellezza (e per riprendere un pò di calore dopo l'ipotermia che ci ha preso cambiandoci nel parcheggio) ci resta solo da fare una bella cena da Francesco!
PS
Molti si staranno chiedendo: "...e il mostro di Lochness??"
L'unica cosa mostruosa della giornata è stato vedere Maurizio che affrontava il passaggio sospeso sulla teleferica finendo miseramente in ammollo fin sopra le mutande!!!

lunedì 15 ottobre 2007

Restyling completo!

Finalmente sono riuscito a completare il restyling del blog: sembra cambiato poco, ma i problemi sono stati parecchi! Come sempre devo ringraziare il mio prezioso consigliere Luca WebBas Gambella, senza il quale sarei ancora al punto di partenza!
http://webbas80.blogspot.com/